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Sindrome Post-Flebitica Ulcere Venose

Queste due manifestazioni vanno trattate assieme per il loro collegamento.
Per sindrome post-flebitica si intende quel quadro clinico caratterizzato dai postumi delle trombosi venose profonde.
Il circolo venoso profondo (vene tibiali, poplitee, femorali, iliache) interessato dal trombo non si ricanalizza mai completamente e le valvole interessate dal fatto trombotico perdono la loro funzionalità. Il risultato è quello di stasi venosa, di ritorno venoso assicurato principalmente dalle vene superficiali (circolo safenico) che vengono sovraccaricate con comparsa di edema e cianosi (colore bluastro della cute ) dal ginocchio in giù.
Spesso vengono coinvolte le vene comunicanti (fra sistema venoso profondo e superficiale) che peggiorano la stasi venosa, la quale si fa sempre più evidente e dilata sempre più le vene sottocutanee con lisi della cute e comparsa di ulcera.


Eco-color-doppler normale di vena femorale (presenza di colore blu)

Le ulcere venose vengono distinte da quelle arteriose per la loro localizzazione: quelle venose si trovano sulla parte interna del polpaccio, mentre le arteriose sulla faccia laterale, sul calcagno sull'estremità delle dita. L'esame Doppler dirimerà ogni dubbio in proposito.
Quando poi l'ulcera non presenta chiare caratteristiche venose o arteriose, occorre sospettare un tumore della pelle; il dubbio viene sciolto con esame istologico locale.

TERAPIA

Le ulcere venose sono di difficile trattamento, e la loro guarigione (cicatrizzazione) richiede esperienza (medico) e pazienza (malato). Si effettua toilette chirurgica, rimozione del materiale infetto ed esame batteriologico, nonché esame ematochimico generale. Si instaura terapia antibiotica mirata per via generale, terapia anticoagulante, antinfiammatoria ed antidolorifica dove occorre. Localmente si praticherà pulizia quotidiana con detersione, disinfezione e, all'occorrenza, antibiotica locale.
E' fondamentale una mirata terapia compressiva con bende. La terapia locale è personalizzata al tipo di ulcera a seconda della sede, della profondità e dell'estensione dell'ulcera. Il trattamento locale dovrebbe essere eseguito sempre dalla stessa persona per valutare la risposta alla terapia.
La grande conoscenza del mestiere e le medicazioni opportune offrono i migliori risultati.
Quando l'ulcera non è più infetta e si inizia il processo di granulazione, la guarigione può essere raggiunta in tempi più veloci utilizzando tre soluzioni:
1) camera iperbarica
2) autotrapianto di pelle (innesto dermoepidermico prelevato dallo stesso      paziente)
3) innesto di pelle artificiale: si preleva un minimo frammento di cute sana dal      paziente, che, coltivato in opportuno territorio biologico, svilupperà delle      fibrille collagene che potranno poi essere applicate sull'ulcera

Alla base di questi trattamenti occorre però rimuovere il carico venoso che congestiona la sede dell'ulcera.
Uno studio corretto con Eco-Color Doppler potrà evidenziare reflussi a carico del sistema venoso profondo o delle vene perforanti o delle vene safene.
Oltre alla compressione con benda, che è fondamentale, si possono eseguire interventi chirurgici sulle vene perforanti e sulle vene safene, quando esse sono state trovate incontinenti.
Si toglie la vena safena e si effettua una legatura delle vene perforanti incontinenti a cielo scoperto con incisione di 7-10 cm al polpaccio. La cute in tale sede è molto delicata per la presenza di ulcere venose cicatrizzate e per i pregressi fatti infiammatori.
Per questo motivo oggi è preferibile effettuare l'intervento in videoendoscopia. Si effettua un taglio cutaneo di 2-3 cm lontano dalla sede da trattare, e precisamente subito sotto il ginocchio. Si introducono dei tubi che raggiungono la sede da trattare, che si trova vicino al malleolo e quindi distante 10-15 cm dal punto di incisione. Attraverso questi tubi si introducono una telecamera e gli opportuni strumenti chirurgici. La telecamera è collegata con un monitor: sulla guida della telecamera viene effettuata la legatura delle vene malate a distanza, senza effettuare grandi incisioni.